Chirurgia orale

Branca dell’odontoiatria che si dedica all’elaborazione di diagnosi e alla pianificazione del trattamento delle patologie del cavo orale attraverso interventi chirurgici di portata variabile.

Estrazione di denti permanenti erotti, inclusi/semi-inclusi e residui radicolari
La finalità dell’estrazione è rimuovere un dente che è irrecuperabile dal punto di vista odontoiatrico o pregiudica la salute dell’apparato stomatognatico, insieme di strutture anatomiche atte a svolgere funzioni digestive (come salivazione, masticazione, deglutizione), respiratorie e di relazione (come mimica facciale, fonazione).

Le cause che inducono all’estrazione di uno o più elementi dentari possono essere:
- Fratture e traumi dentari profondi
- Parodontopatie trascurate (piorrea)
- Carie non trattabili destruenti
- Endodontiche (granulomi apicali non diversamente trattabili), iatrogene, anatomiche
- Motivi ortodontici

La procedura è costituita da una sola fase chirurgica che consiste in:
- Anestetizzare l’elemento o gli elementi
- Mediante strumenti appropriati (sindesmotomo, leve, pinze da estrazione, frese...) una volta lussato il dente si procederà all’estrazione dell’elemento in tutte le sue componenti coronali e radicolari
- Per agevolare la cicatrizzazione e la guarigione della ferita e dell’alveolo si possono dare, quando indicato, dei punti di sutura

L’estrazione dentaria porta alla perdita irreversibile del dente e l’osso che lo conteneva perde altezza e spessore (atrofia alveolare). Questa perdita è più rapida durante i primi 3 mesi, poi continua lentamente sino a stabilizzarsi nel primo anno al 50% del volume iniziale. La mancata riabilitazione degli elementi estratti (ad eccezione dei denti del giudizio), produce solitamente una migrazione dei denti adiacenti allo spazio libero (soprattutto posteriormente) ed una estrusione del o dei denti antagonisti. Da ciò possono derivare con il tempo problemi occlusali, estetici e masticatori sino ad interessare l’articolazione temporomandibolare.

Apicectomia
In presenza di denti con importanti infiammazioni ed infezioni croniche della polpa (granuloma) ed ascessi multipli, la terapia canalare può risultare una cura insufficiente. Si ricorre in questi casi all’apicectomia, pratica chirurgica che consiste nell’asportare l’apice della radice dentale gravemente malata per poi sigillare la cavità con un materiale biocompatibile.

Chirurgia pre-protesica
La chirurgia pre-protesica si costituisce da tutte quelle procedure chirurgiche con il fine di preparare i tessuti duri e molli dei mascellari per una corretta, funzionale, confortevole e successiva riabilitazione con protesi dentale. Nello specifico, un supporto protesico funzionale presuppone: l’assenza di patologie intra ed extra orali, un osso alveolare senza difetti (risolvibili con la rigenerazione ossea), eventuale elevazione del seno mascellare per impianti posteriori, adeguata forma del palato duro, buona quantità di gengiva aderente e profondità del vestibolo.